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Niente di nuovo anche per la terza e ultima divisa stagionale del Grifo, che mantiene forma e soprattutto colore ammirati fin qui in tutti gli anni Duemiladieci: un completo all black dalla testa ai piedi, illuminato unicamente da qualche dettaglio biancorosso qua e la, Un capo, questo, che forse più dei precedenti presta puma ferrari il fianco a eventuali rimostranze, In senso stretto, proprio la third pare quella che meno trae vantaggio da un simile template — in particolar modo da un pattern che, virato su base nera, palesa un contrasto molto vivo, generando un risultato finale, per certi versi, più simile alla fantasia di un pigiama che non a una divisa da gioco….

Allargando il campo, invece, non si può sottacere come ormai dal campionato 2010-2011, quello della rifondazione societaria, siamo giunti all’ ottava stagione consecutiva — sì, l’ottava di fila! — con un Perugia preda di un’ invariata tavolozza di colori : home rossa, away bianca e third nera, E se per le prime due uniformi la cosa non è certo un male, su di una terza divisa forse un po’ di brio e fantasia, una saltuaria e salutare ventata di novità, non sarebbe affatto disprezzata, Per un capo che nasce proprio come l’occasione per sperimentare o seguire le mode del puma ferrari momento, una così grande pigrizia stilistica può alla lunga diventare quasi insostenibile..

Il template fin qui sciorinato, sia a maniche corte sia lunghe, puma ferrari e con solo uno sguardo più basic — dettato dall’assenza del pattern di grifetti —, lo ritroviamo infine addosso ai portieri biancorossi, Una scelta che farà storcere il naso a qualcuno, che potrà in qualche modo rimandare a una certa (e succitata) pigrizia; ma che può essere vista, stavolta, come un modo per avvicinare ancor più gli estremi difensori — calciatori “condannati” al non dover mai vestire i colori che difendono, nel vero senso del termine — al resto della squadra, attraverso uno stile affine che rifugga dalla generale banalità oggi imperante tra i pali..

Dalla passata stagione FG Sport mantiene pressoché intatta la gamma cromatica riservata ai portieri perugini: opzioni sono uno sgargiante arancione bordato di biancoblù, un blue navy con dettagli bianchi (e proprio questa sarebbe stata, a mio avviso, un’ottima third per i giocatori di movimento), e due varianti gialloblù a tinte inverse, tutte inserite nel contesto di completi monocolori. E senza dimenticare come già negli anni scorsi, saltuariamente, gli estremi difensori dei Grifo scesero in campo prendendo in prestito la away bianca dei loro compagni di spogliatoio.

Una collezione, quella 2017-2018, in cui Frankie Garage persevera nel rifarsi più al passato del Perugia, anziché inventare un nuovo linguaggio, puma ferrari Probabilmente le feroci e tuttora vivide critiche degli esordi, scaturite da un’audacia fuori controllo, hanno lasciato il segno in una piazza che Massimiliano Santopadre, per ovvie ragioni, “sente” più di altre da lui vestite; e di conseguenza hanno fatto deragliare FG Sport verso i binari della semplicità e della sobrietà, forse con fin troppa riverenza verso la storia biancorossa — una storia che dev’essere giustamente ricordata e tramandata, certo, ma che prima o poi andrebbe pure aggiornata con nuovi capitoli….

In questo senso, l’attenzione cade inevitabilmente sull’icastico template del Perugia dei Miracoli. Un kit che ammantò gli umbri fino alla metà degli anni Ottanta, al crepuscolo degli anni d’oro biancorossi; e che lì rimase confinato sino al 1998, scaramaticamente rispolverato da Galex per il vittorioso spareggio di Reggio Emilia che riportò i Grifoni in Serie A, e da qui in avanti centellinato nel corso dell’era Gaucci come un abito delle grandi occasioni, alla stregua della reliquia laica che era nel frattempo diventata. Tantopiù che quegli stessi anni, a livello di stile, per il Perugia si tradussero al contrario in una vivacità tra le più interessanti del tempo.

L’attuale corso societario, avallato prima da Tecnosport e poi da FG Sport, pare invece aver eletto proprio quello storico capo puma ferrari di fine anni Settanta, come imprescindibile simbolo dell’identità biancorossa d’inizio Terzo millennio, E se volgere lo sguardo al passato, aggrapparsi con le unghie a una gloriosa e lontana epoca, poteva forse avere un senso nel 2010, con una piazza a pezzi e scivolata in pochi anni dall’Europa alla Serie D… forse oggi è arrivato il momento di scriverne una tutta nuova, di storia, Anche in fatto di maglie..

Perché se c’è una critica che più di altre si può muovere a questa odierna collezione, puma ferrari e in generale a gran parte delle più recenti, è probabilmente quella di aver usurato — magari in buona fede, ma tant’è — il ricordo di un pezzo di storia perugina; un pezzo che seppur importante, rimane una goccia in un mare grande oltre un secolo, Una divisa, quella dei miracoli, che oggi pare quasi esser stata normalizzata dal suo ossessivo utilizzo, quasi depotenziata del suo leggendario fascino, di fatto resa inerme ai nostri occhi, Forse la cosa peggiore, per una maglia che faceva dell’unicità la sua più grande forza..